Ancsa e Motus-E: BEV e PHEV incidentate, cosa fare?
- November 25, 2025
- gpapa
I veicoli elettrici e ibridi non sono più pericolosi da soccorrere rispetto a quelli tradizionali. Tuttavia, richiedono competenze e procedure specifiche. Ancsa (Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli) e Motus-E (l’associazione che rappresenta l’intera filiera della mobilità elettrica in Italia) hanno firmato un protocollo d’intesa triennale. L’obiettivo è garantire che tutti gli operatori italiani del soccorso stradale siano preparati al meglio.
L’accordo punta a elevare gli standard di sicurezza nelle operazioni di recupero, traino e custodia dei mezzi elettrificati. Si basa su tre pilastri principali: il primo è la formazione continua e specialistica per i soccorritori. Il secondo è la condivisione di dati tecnici, schede di soccorso (rescue sheets) e buone pratiche internazionali. Infine, il terzo è la collaborazione con istituzioni e autorità per aggiornare protocolli e normative nazionali.
Il protocollo di sicurezza
«I dati mondiali dimostrano che i veicoli elettrificati non presentano rischi maggiori in caso di incidente rispetto a quelli endotermici», sottolinea Francesco Naso, segretario generale di Motus-E. «Tuttavia, per lavorare in totale sicurezza è fondamentale conoscere la posizione delle batterie ad alta tensione, i sistemi di disconnessione rapida e le procedure di inertizzazione. Per questo mettiamo a disposizione di Ancsa e delle autorità tutta la competenza della filiera – dai costruttori ai gestori di rete, dai produttori di componenti ai centri di ricerca – per formare al meglio i professionisti italiani».
Il protocollo prevede corsi specifici e un aggiornamento costante delle schede di soccorso veicolo per veicolo. Inoltre, prevede la creazione di un canale diretto tra i centri di soccorso e i tecnici delle case costruttrici. L’obiettivo è quello di intervenire in caso di situazioni particolarmente complesse.
Le conseguenze dell’accordo di Ancsa e Motus-E
«Ogni giorno i nostri associati intervengono su migliaia di sinistri», commenta Angelo Marinelli, presidente di Ancsa. «Con l’aumento della quota di veicoli elettrici e ibridi sulle strade italiane era necessario un salto di qualità nella preparazione. Questo accordo ci permette di garantire ai nostri operatori – e di conseguenza agli utenti della strada – il livello più alto di sicurezza possibile».
L’intesa arriva in un momento di forte crescita del mercato elettrificato in Italia. Nel 2025 le auto BEV e PHEV rappresentano oltre il 20% delle nuove immatricolazioni, una tendenza in ulteriore aumento.
Grazie alla collaborazione tra Ancsa e Motus-E, l’Italia si allinea così alle migliori pratiche già adottate in paesi come Germania, Norvegia e Stati Uniti. In questi paesi, protocolli analoghi tra associazioni di soccorso e industria della mobilità elettrica sono attivi da anni.
