SCART meets Lamborghini: arrivano i super-robot
- November 10, 2025
- gpapa
Un bambino in cosplay da Goku alza la testa e resta a bocca aperta. Accanto alla Lamborghini Revuelto arancione c’è Gea Stone, quattro metri e venti di muscoli in fibra di carbonio, con il petto fatto da un cofano Aventador e le vene di cavi elettrici multicolori. Accanto a lei Jotun Forge, il colosso rosso con gli alettoni Huracán trasformati in spalle da gladiatore. Sono i primi due di sei giganti atterrati a Lucca Comics & Games per dire al mondo: «Gli scarti di una supercar possono diventare supereroi».
Il progetto si chiama SCART meets Lamborghini. Da una parte il laboratorio artistico del Gruppo Hera che da vent’anni trasforma rifiuti in opere d’arte, dall’altra la Casa del Toro che ha aperto i cassonetti di Sant’Agata Bolognese. Il risultato? Tre coppie di robot trasformabili (da auto a guerrieri, proprio come Goldrake) alti oltre quattro metri, posizionati in tre piazze-icona della città.
SCART: opere di valore a zero materie prime
Ogni robot è un puzzle di 400-500 kg di scarti. I paraurti diventano pettorali, fanali occhi laser, filtri abitacolo polmoni, sedili Recaro corazze. Il cuore? Un groviglio di cablaggi che pulsa davvero grazie a un piccolo motore elettrico. Il cervello? Il disegno di Giuseppe Camuncoli, il fumettista Marvel che ha firmato Batman e Spider-Man, coadiuvato da Giacomo Gheduzzi.
Tre mesi nei laboratori SCART di Santa Croce sull’Arno (Pisa): seghetti, resina, saldatrici e un mantra: «Zero plastica vergine». Risultato? Opere che valgono decine di migliaia di euro ma che costano zero materie prime. Christian Mastro, Marketing Director Lamborghini spiega che: «Ogni componente nasce per durare 300 all’ora. Oggi dura per sempre».
E Maurizio Giani, papà di SCART gli fa eco: «Con l’arte cambiamo la cultura di massa. Il rifiuto non esiste, esiste solo la materia in attesa di una nuova storia».
