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L’usato italiano rallenta la corsa

  • November 19, 2025
  • gpapa
usato

L’usato italiano frena dolcemente, ma non si ferma. Dopo anni di rimbalzi post-pandemia e di vendite record trainate da incentivi e crisi del nuovo, ottobre 2025 consegna un mercato dell’auto di seconda mano che sembra aver trovato il suo punto di equilibrio. I passaggi di proprietà netti crescono di appena lo 0,5% rispetto a ottobre 2024: 312.181 pratiche contro 310.500. Risultato al netto delle minivolture che gonfiano artificialmente le statistiche dei concessionari. Un incremento che, in termini assoluti, significa poco più di 1.600 auto cambiate di mano in più su base nazionale. Quanto basta per tenere il segno positivo ma non per festeggiare.

Diverso il discorso sulle due ruote, che continuano a viaggiare con il vento in poppa. I motocicli chiudono il mese con un +2,4% nei trasferimenti netti (52.461 contro 51.243). Si conferma così, una passione italiana per scooter e moto che non conosce crisi. Allargando lo sguardo ai primi dieci mesi del 2025, il quadro è più nitido. Le auto crescono del 2,4%, le moto del 3,4% e l’intero comparto veicoli segna un +2,6%, con 3.698.235 pratiche totali contro le 3.606.140 del 2024. Quasi 92.000 trasferimenti in più in un anno: non è il boom del 2022, ma è comunque un segnale di salute.

La scelta dell’alimentazione: le ibride rubano la scena

Dentro i numeri si legge la fotografia di un Paese che cambia alimentazione con prudenza. Benzina e diesel restano i re incontrastati dell’usato italiano, ma ottobre mostra le prime crepe. Si registra -0,3% per la benzina e -8,3% per il diesel, segno che i vecchi TDI e i 1.4 aspirati cominciano a perdere appeal anche tra chi cerca l’affare. A rubare la scena sono le ibride, soprattutto quelle benzina-elettrico (+29,3%). Le diesel-ibride volano con un clamoroso +45,8% pur fermandosi a una quota di mercato ancora risicata (2%). L’elettrico puro, è la sorpresa che non sorprende più: +39,9% su ottobre 2024, ma la fetta resta sottile, appena l’1,3%. Tradotto: chi compra usato elettrico lo fa per convinzione o per risparmio sulle ZTL. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli italiani continua a preferire il pieno da 80 euro al litio da 50 centesimi al kWh.

Sul versante opposto, le radiazioni raccontano un’altra storia: quella di un parco circolante che invecchia più lentamente. A ottobre le auto radiate calano del 10% (107.310 contro 119.279). Un crollo che porta il bilancio dei primi dieci mesi a -7,7% (966.808 pratiche contro 1.047.845 del 2024). Le moto, invece, vanno in controtendenza con un +6,9% mensile e chiudono il periodo con un lieve -0,9%. Nel complesso, tra auto, moto e furgoni, le radiazioni totali scendono del 6,9%, da 1.260.954 a 1.173.357. Meno rottami, meno esportazioni verso l’Est Europa, meno auto mandate al demolitore per prendere l’incentivo. Gli italiani tengono stretta la macchina, la riparano, la passano al figlio o al nipote. Risultato: sulle strade circolano più veicoli di dieci o quindici anni fa, ma con meno chilometri “morti” e più cura.

Usato italiano: un mercato maturo

Il combinato disposto di questi dati disegna un mercato maturo, meno volatile, più attento al valore residuo. Chi vende un’auto oggi sa che ci metterà qualche settimana in più rispetto al 2023, ma probabilmente incasserà qualche centinaio di euro in più. Chi compra usato guarda sempre più spesso al costo di gestione: assicurazione, bollo, consumi reali, manutenzione. E chi sceglie ibrido o elettrico lo fa non solo per moda. In città come Milano, Roma o Firenze il risparmio annuo può arrivare a 1.500-2.000 euro tra ZTL, parcheggi e carburante.

Insomma, niente fuochi d’artificio, ma una solidità che forse è il vero lusso in tempi di transizione incerta. Il bollettino Auto-Trend dell’Automobile Club d’Italia, consultabile su www.aci.gov.it, conferma mese dopo mese che l’Italia dell’usato non corre più come una volta, ma cammina con passo sicuro. In un Paese dove l’auto resta il bene più caro dopo la casa, forse è esattamente il ritmo che serviva.

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