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Milano AutoClassica: sbarcano nove Rolls-Royce

  • November 18, 2025
  • gpapa
rolls

Milano AutoClassica compie quindici anni e regalerà al pubblico – dal 21 al 23 novembre 2025 alla Fiera Milano Rho – l’esposizione più aristocratica della sua storia. Nove Rolls-Royce, una più rara dell’altra, trasformano l’area Celebrazioni in un salotto di Goodwood sotto i riflettori di Rho Fiera.
La mostra è un omaggio al centenario della Phantom, la regina delle regine. Viene festeggiata quest’anno anche con venticinque esemplari speciali usciti freschi di fabbrica.

Rolls-Royce dal 1925 al 1958

Si comincia dal 1925 con una Phantom I tourer quattro porte firmata Brewster. Una delle primissime nate nello stabilimento americano di Springfield. Questo era stato aperto da Rolls-Royce per aggirare i dazi proibitivi degli Stati Uniti post-Prima Guerra Mondiale. Dieci anni di produzione oltreoceano, prezzi più umani per l’epoca e una griglia che già incuteva timore reverenziale alle Packard del vicino.

Accanto, la “piccola” 20/25 HP del 1933 con carrozzeria coupé Park Ward, crema e verde bottiglia. È stata ordinata da un medico londinese che evidentemente preferiva visitare i pazienti con stile piuttosto che in tram. Poi arriva la Silver Wraith del 1954, prima Rolls del dopoguerra, limousine con divisorio elettrico. Un pulsante e il padrone spariva alla vista dell’autista, perché la privacy nel 1954 era già roba da film di spionaggio.

Impossibile non fermarsi davanti alla Silver Cloud I Estate del 1958, una familiare costruita in soli due esemplari da H.J. Mulliner e Harold Radford. Portellone bipartito, fuciliera in radica nel baule e nome in brochure “Safari”. Sì, perché anche andare a caccia di fagiani richiedeva una station wagon da tre tonnellate con interni in pelle Connoly.

Dagli anni ’60 ad oggi

Il 1960 porta la Silver Cloud II Drophead Coupé, primo V8 della storia Rolls-Royce. È la cabriolet delle dive: Sophia Loren, Elizabeth Taylor, Gina Lollobrigida sul grande schermo in “Torna a settembre”. 6,2 litri di silenzio vellutato, consegnata nuova a Parigi e ancora capace di far girare la testa più di un influencer.

Del 1969 c’è “Ellie”, una Silver Shadow I in Regal Red con tetto Webasto Continental e set pic-nic coordinato, restaurata da Giorgio Fiorenza. È la Rolls rivoluzionaria: scocca portante, sospensioni indipendenti, freni a disco. Sessant’anni e non sentirli.

Il 1980 è tutto color sabbia con la Corniche Fixed Head Coupé di Muhammad Ali e Twiggy. Tetto in vinile, interni cioccolato e moquette così profonda da perdere le chiavi. La Silver Spur II del 1993 è la star della televisione italiana: quella dello spot “Ambrogio, mi porti a Courmayeur?”. Blu metallizzato, passo lungo, sempre vissuta a Milano e probabilmente ancora in grado di trovare parcheggio in corso Como senza stress.

Chiude il cerchio la Corniche S del 1995, una delle ultimissime venticinque Corniche mai costruite, l’unica con V8 turbocompresso. Potenza? “Sufficiente”, come da tradizione. In pratica circa 300 cavalli che spingono due tonnellate e mezza di cabriolet con la grazia di un valzer.

Mentre fuori il mondo corre verso l’elettrico e i SUV da 600 cavalli, dentro Milano AutoClassica nove signore inglesi ricordano che il lusso vero non ha bisogno di schermi da 55 pollici o di 0-100 in tre secondi. Basta una griglia che sembra un Partenone, un silenzio a bordo che fa sembrare rumorosa una biblioteca e la certezza che, ovunque tu vada, arriverai comunque in ritardo, ma con stile.

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