Nexperia, torna l’incubo della crisi dei microchip
- November 06, 2025
- gpapa
L’industria automobilistica europea è sull’orlo di una nuova crisi dei semiconduttori, con rischi concreti di interruzioni nella produzione già nei prossimi giorni. L’Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) ha espresso “preoccupazione crescente” per il blocco delle forniture di microchip da parte di Nexperia, causato da una disputa geopolitica tra Cina, Paesi Bassi e Stati Uniti. Parallelamente, in Italia il Codacons avverte di uno “tsunami” sui prezzi delle auto, sia nuove che usate. I rincari potrebbero superare il 40% rispetto ai livelli pre-crisi.
La nota diffusa oggi da Acea descrive una situazione “critica e in peggioramento quotidiano”. Il divieto di esportazione dei chip Nexperia dalla Cina è frutto di uno scontro politico irrisolto. Questa situazione sta prosciugando le scorte di riserva delle case automobilistiche. «Questi microchip semplici, utilizzati nelle centraline dei sistemi elettrici dei veicoli, sono essenziali per la produzione dei nostri membri. Le forniture sono già interrotte per molti, e alcuni prevedono fermi delle linee di assemblaggio imminenti», si legge nel comunicato. Un sondaggio tra i membri dell’associazione conferma che le scorte dureranno solo poche settimane, mentre omologare fornitori alternativi richiederebbe mesi.
Nexperia è il centro del problema
Al centro del problema c’è Nexperia, colosso olandese dei semiconduttori controllato fino al 29 settembre dal gruppo cinese Wingtech Technology. Il governo dei Paesi Bassi ha invocato una legge di emergenza per nazionalizzare parzialmente l’azienda, citando rischi per la “sicurezza economica nazionale” legati alla proprietà cinese. Pechino ha reagito con un divieto di esportazione dai suoi impianti, accusando Amsterdam di “rapina legale”. Fonti diplomatiche indicano pressioni americane dietro la mossa olandese, con Washington preoccupata per l’accesso cinese a tecnologie sensibili.
«Sappiamo che tutte le parti stanno lavorando a una soluzione diplomatica, ma i nostri membri segnalano interruzioni immediate. Lo stop delle linee potrebbe essere questione di giorni», ha dichiarato Sigrid de Vries, direttore generale di Acea, esortando a “raddoppiare gli sforzi” per evitare un danno “devastante” all’industria. La crisi richiama i fantasmi della shortage globale del 2020-2023. Ma questa volta è “interindustriale”, e colpisce non solo l’auto ma l’intera filiera dei componenti elettronici.
Acea e Codacons: è necessario agire con urgenza
In Italia, l’allarme Acea ha un’eco immediata sui consumatori. Il Codacons prevede uno “tsunami” nel settore, con tempi di consegna per le auto nuove che si allungheranno “a dismisura” e listini in forte rialzo. «Come dopo la guerra in Ucraina o la crisi del canale di Suez, la scarsità di componentistica devasta il mercato. La domanda repressa per le nuove farà esplodere i prezzi dell’usato», spiega l’associazione dei consumatori. Senza una soluzione rapida, la produzione potrebbe subire “pesanti rallentamenti o stop totali”, con effetti negativi diretti sui portafogli degli italiani.
I numeri sono impietosi. Il prezzo medio di un’auto in Italia è balzato da 21.000 euro nel 2019 a 29.300 nel 2024, un +39,5% in cinque anni. Ora, con questa nuova carenza, Codacons teme ulteriori impennate, aggravando un mercato già sotto pressione per inflazione e transizione elettrica.
Nexperia ha nominato un CEO ad interim per gestire la fase critica e avvia dialoghi con Cina e USA. Intanto, l’industria auto europea insiste sulla diversificazione delle supply chain. Tuttavia, De Vries sottolinea che «il rischio non può essere azzerato dall’oggi al domani». Acea e Codacons uniscono le voci in un appello. I governi e la diplomazia devono intervenire con urgenza per sbloccare le forniture e mitigare un danno che potrebbe costare miliardi all’economia continentale.
