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Incidenti stradali, un’emergenza senza fine

  • October 21, 2025
  • gpapa
Incidenti-stradali

Nelle strade italiane si registrano 475 incidenti al giorno, 8,3 morti e 641 feriti. Sono i numeri freddi del 2024 emersi dal report ACI-ISTAT sulle 107 province italiane. Il report, pubblicato il 14 ottobre è basato su dati diffusi già a luglio. Il numero di decessi è rimasto pressoché invariato (-0,3% rispetto al 2023). L’incremento di incidenti stradali (+4,1%) e feriti (+4,1%) segnala invece un trend preoccupante in un contesto di mobilità tornata ai livelli pre-pandemia, ma con progressi modesti verso gli obiettivi europei del 2030. Rispetto al 2019 – anno di riferimento per il target di dimezzamento di vittime e feriti gravi – la riduzione complessiva è solo del 4,5%, un passo troppo lento per invertire la rotta.

La situazione nelle province

Su 107 province, 44 hanno registrato un aumento delle vittime rispetto al 2019, 55 una diminuzione e in 8 il numero è rimasto stabile. Solo tre territori – Verbano Cusio Ossola, Campobasso e Gorizia – hanno già centrato l’obiettivo di dimezzamento dei decessi. Questo risultato è isolato e contrasta con le performance negative di Avellino, Sassari e Oristano. Qui gli incrementi percentuali più alti allontanano ulteriormente dal traguardo UE.

Confrontando con il 2023, emergono disparità marcate. Napoli guida gli aumenti con +23 morti, seguita da Cremona (+16) e Udine (+14). Al contrario, Milano (-30), Venezia e Bologna (-29) e Roma (-27) vedono cali significativi. A livello regionale, la Sardegna spicca in negativo con +42 decessi (Sassari, Sud Sardegna e Cagliari in testa). Mentre Veneto (-40), Lazio (-27) e Marche (-17) registrano le riduzioni maggiori. Campania (+41), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (+17) chiudono il quadro con gli incrementi più pesanti.

L’indice di mortalità – morti ogni 1.000 incidenti, fissato a 17,5 in media nazionale – tocca picchi allarmanti in 11 province, dove supera il doppio. Sud Sardegna (59,6) e Nuoro (51,4) sono le più critiche. Seguono Rieti, Catanzaro, Asti, Avellino, Potenza, Foggia, Caserta, L’Aquila e Cosenza. Al polo opposto, Verbano Cusio Ossola, Genova, Milano, Monza Brianza e Gorizia vantano indici sotto i 10, con incidenti tendenzialmente meno letali.

Mobilità dolce

Il report dedica un capitolo alla “mobilità dolce”, dove i segnali sono misti e spesso negativi. I monopattini elettrici contano 3.895 incidenti e 23 morti (+9,5% sul 2023). Le biciclette elettriche balzano a 1.767 incidenti e 20 decessi (+66,7%): esplosione che riflette l’espansione del mercato senza adeguate contromisure infrastrutturali. In calo, invece, biciclette tradizionali (15.237 incidenti, 165 morti, -19,1%) e pedoni (19.763 incidenti, 470 morti, -3,1%). Complessivamente, i ciclisti totali sono 185 decessi (-12,7%). A Roma dominano i pedoni morti (65, -8,5%), seguiti da Napoli (24, +9,1%) e Milano (23, -11,5%). Milano guida anche i ciclisti deceduti (15, +36,4%), con Treviso e Caserta a 7 ciascuno. Per i monopattini, Torino ne conta 3, mentre Roma, Milano, Bari, Catania e Ragusa ne hanno 2.

Incidenti stradali: un aumento preoccupante

Questi dati, elaborati da ACI e ISTAT su rilevazioni di Forze dell’ordine e comuni, arrivano in un momento di ripresa dei flussi veicolari. Nel primo semestre 2024, incidenti stradali e feriti sono già in lieve aumento rispetto al 2023, con un +4% di morti che erode i guadagni pre-pandemia. Il ritorno alla normalità – con auto che coprono il 63,1% degli spostamenti – amplifica i rischi. Nello specifico per utenti deboli come ciclisti elettrici e monopattinisti, la cui crescita (+40% per e-bike rispetto al 2019) non è accompagnata da piste ciclabili adeguate o campagne di sensibilizzazione efficaci. Esperti del settore, come quelli di ANIA, sottolineano un “aumento preoccupante” già nel primo semestre. Si registrano 440 incidenti quotidiani e rischi concentrati su strade urbane (+7,9% di morti).

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