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Transizione elettrica: nel primo semestre boom delle ibride

  • October 02, 2025
  • gpapa
Transizione-elettrica

L’Europa accelera sulla strada della sostenibilità automobilistica. Secondo l’ultimo report dell’Acea (Associazione Europea dei Costruttori Automobilistici), nel primo semestre del 2025 le auto elettriche a batteria (BEV) hanno raggiunto il 15,6% della quota di mercato nell’Unione Europea. Si registra quindi un netto aumento rispetto al 12,5% dello stesso periodo del 2024. Un segnale incoraggiante per la transizione green, trainato da incentivi e una crescente consapevolezza ambientale. Tuttavia, le immatricolazioni totali di nuove auto sono calate dell’1,9% a circa 5,58 milioni di unità. Parallelamente, le ibride elettriche (HEV) dominano la scena con il 34,8% del mercato. Le benzina e diesel perdono invece terreno scendendo al 37,8% dal 48,2% precedente.

I dati del report Acea: ibride in testa

Il report Acea conferma il sorpasso delle motorizzazioni alternative su quelle tradizionali. Le BEV hanno registrato 869.271 immatricolazioni, con una crescita del 22% annuo, grazie a una gamma sempre più ampia e prezzi competitivi. Le ibride, invece, hanno toccato 1,94 milioni di unità (+20% circa). Si consolidano così, come scelta preferita per chi cerca efficienza senza rinunciare alla praticità di un motore termico. Le plug-in hybrid (PHEV) hanno seguito a ruota. Si registrano 469.410 unità e una quota dell’8,4%, in aumento del 20% grazie a mercati come Germania e Spagna.

Il calo delle auto a combustione interna è drastico. Petrolio e diesel, un tempo pilastri del settore, hanno perso oltre 10 punti percentuali di quota. Questa perdita riflette le normative UE sempre più stringenti e la fine progressiva degli incentivi per i termici. Le tendenze variano notevolmente tra i Paesi, evidenziando un mosaico di preferenze e politiche nazionali. I Paesi EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) guidano la classifica con il 49% di quota BEV, grazie a incentivi aggressivi e infrastrutture capillari, in particolare la Norvegia che supera il 70% di penetrazione elettrica.

Mercati UE: la quota BEV deve accelerare

Tra i grandi mercati UE, i Paesi Bassi si distinguono con il 35% di BEV. Segue il Belgio al 32,8%, dove sussidi e zone a basse emissioni hanno accelerato l’adozione. L’Austria e la Germania mostrano un approccio equilibrato: ibride al 28,1% e 28,5% rispettivamente, con BEV al 22% per Vienna e 17,7% per Berlino. La Germania è il primo mercato assoluto con 1,5 milioni di immatricolazioni totali (-5% annuo). Ha registrato un boom BEV del 35%, trainato da Volkswagen e Tesla.

La Francia contribuisce massicciamente all’ibridizzazione, con il 44,7% di HEV e il 17,6% di BEV. Tuttavia, si registra un calo del 6,6% nelle vendite elettriche nel primo trimestre a causa di ritardi negli incentivi. Polonia e Italia emergono come campioni delle ibride: Varsavia al 48,6% e Roma al 44,2%. Qui i consumatori privilegiano soluzioni ibride per la limitata rete di ricarica. In Italia, le immatricolazioni totali sono calate dello 0,5% ma le ibride sono cresciute del 10%. Tra i modelli figurano Toyota Yaris e Corolla in testa.

Questi dati arrivano in un contesto di incertezze economiche globali, con l’Europa che lotta per bilanciare crescita e decarbonizzazione. «Le ibride stanno fungendo da ponte verso l’elettrico puro», ha commentato un portavoce Acea. Inoltre, sottolinea come il 34,8% di quota HEV rifletta una domanda pratica per chi teme l’autonomia limitata delle BEV. Tuttavia, il report avverte: la quota BEV deve accelerare per raggiungere gli obiettivi UE del 2035, che prevedono la fine delle vendite di auto termiche.

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