Blog

Auto usate in Italia: solo il 12,8% ha danni registrati

  • September 23, 2025
  • gpapa
difetti-Auto-usate-in-Italia

In un mercato dell’usato che muove milioni di veicoli ogni anno, l’Italia si presenta con statistiche apparentemente rassicuranti sui danni alle auto. Solo il 12,8% dei veicoli controllati presenta danni registrati. Ma dietro questi numeri, secondo carVertical – società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico – si nasconde una realtà ben diversa. I danni reali delle auto usate potrebbero essere fino a cinque volte superiori, con stime che superano il 40-60% del parco auto circolante. Un gap che non solo mina la fiducia dei consumatori, ma espone a rischi di sicurezza e frodi. Questa situazione può avere ripercussioni economiche per l’intera Unione Europea.

I dati di carVertical

CarVertical ha raccolto i dati nei primi sette mesi del 2025 su veicoli controllati dai clienti italiani. Questi rivelano una percentuale sorprendentemente bassa di danni documentati. «Questa cifra non riflette l’effettiva condizione delle auto usate, ma piuttosto una scarsa verifica della loro cronologia, soprattutto per modelli più vecchi o a basso costo», spiega l’azienda nel report. La causa principale? L’accesso limitato ai registri ufficiali dei danni, riservati per legge a compagnie assicurative ed enti pubblici. Questo “limita la possibilità per gli acquirenti di ottenere un quadro completo prima dell’acquisto e rende complicato, anche per i rivenditori onesti, offrire piena trasparenza”.

Rokas Medonis, CEO di carVertical, non usa mezzi termini. «Stimiamo che la percentuale reale di veicoli danneggiati in Italia superi il 40% e possa arrivare anche al 60%», afferma. Parlando a DataMagazine, Medonis ha sottolineato come la mancanza di accesso ai registri penalizzi i consumatori, costretti a scelte non consapevoli. «L’Italia è tra i principali esportatori di auto usate: veicoli con danni non documentati rischiano di circolare all’estero, generando rischi di sicurezza e costi imprevisti per acquirenti stranieri».

A livello europeo, i dati di carVertical indicano che il 40,2% delle auto usate controllate presenta danni registrati. Ma la condivisione disomogenea tra Paesi rende difficile un quadro completo. E le frodi? Nel 2024, il mercato europeo delle auto usate ha generato 635 miliardi di euro. Tuttavia, quasi il 5% dei veicoli ha un contachilometri truccato e quattro su dieci nascondono danni pregressi. Il danno economico annuo è di oltre 5 miliardi di euro.

Auto usate: una questione di sicurezza

Il problema non è solo economico: è una questione di sicurezza. Secondo il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC), ogni anno sulle strade dell’UE si registrano circa 1,29 milioni di feriti, di cui 141.000 in modo grave. Queste cifre potrebbero essere sottostimate per incompletezza dei dati. L’UE ha fissato obiettivi ambiziosi. Vuole dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 e azzerare le vittime entro il 2050 con la “Vision Zero”. «Rendere disponibili i dati sui danni dei veicoli usati è un tassello importante per raggiungere questi traguardi», insiste carVertical. L’azienda vede nei veicoli con difetti strutturali non dichiarati un pericolo concreto in caso di incidente.

Al centro del dibattito c’è il Regolamento GDPR. Questo definisce in modo ampio i “dati personali” e complica la condivisione di informazioni come chilometraggio, incidenti, registri di proprietà e numero di telaio. «Dati fondamentali rimangono chiusi in archivi pubblici e privati», conclude Medonis. «Serve maggiore chiarezza normativa e cooperazione tra Paesi. Condividere in modo responsabile queste informazioni non solo tutela gli acquirenti, ma sostiene le imprese oneste e rafforza l’ecosistema digitale europeo». Per carVertical, i dati sulla sicurezza non dovrebbero essere trattati come informazioni personali. “Ogni acquirente ha il diritto di sapere in che condizioni si trova l’auto che intende acquistare”. L’attuale sistema, limitato a pochi soggetti, “crea un terreno fertile per frodi e pratiche scorrette”.

Prossimo articolo >

Torna alle news >

Share