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Luca de Meo: strategia ambiziosa per il futuro

  • May 26, 2025
  • sgalbiati
futuro

L’amministratore delegato di Renault Group, Luca de Meo, ha portato davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera un’idea ambiziosa e strategica per il futuro dell’industria automobilistica europee. Quale? Puntare sulla produzione di piccole auto elettriche competitive. Durante la sua audizione, de Meo ha sottolineato come questa visione possa allineare gli obiettivi ambientali, economici e sociali dell’Europa. Affrontando, così, le sfide di un mercato sempre più complesso.

Se vogliamo ridurre l’impatto del trasporto, non dovremmo solo viaggiare in elettrico, ibrido o idrogeno, ma scegliere veicoli più compatti e leggeri,” ha dichiarato de Meo. Secondo il CEO, le auto di piccole dimensioni rappresentano una soluzione chiave per la mobilità sostenibile. Segmento che, però, è stato penalizzato negli ultimi vent’anni da regolamentazioni stringenti che ne hanno reso la produzione economicamente insostenibile. “Il segmento delle piccole è stato più tartassato dalla regolamentazione, rendendo molto difficile produrre veicoli compatti in maniera redditizia,” ha spiegato.

Il segmento di mercato

La ferrea regolamentazione e lo scenario attuale del segmento hanno avuto conseguenze significative. Infatti, l’offerta di auto di piccole dimensioni si è ridotta e il prezzo d’ingresso per un veicolo nuovo è aumentato del 60% in 10 anni. Ad esempio, il costo di una Renault Clio è cresciuto del 40% tra il 2015 e il 2020. Con il 90% di questo incremento attribuibile alle normative ambientali e di sicurezza. Di conseguenza, gli europei faticano sempre di più ad acquistare auto compatte. Spingendo, in tal modo, il mercato verso veicoli più grandi e costosi.

Un altro fenomeno preoccupante evidenziato da de Meo è l’invecchiamento del parco auto europeo. L’età media dei veicoli è passata da 9,5 anni nel 2015 a 12,5 anni nel 2024. Le auto di piccole dimensioni – come Fiat Panda e 500 – raggiungono un’età media di 14 anni. Questo trend non solo rallenta i progressi verso la decarbonizzazione, ma contribuisce anche alla delocalizzazione delle fabbriche verso il Sud del Mediterraneo e l’Europa dell’Est, dove i costi di produzione sono più contenuti. “Questo fenomeno spiega in buona parte la perdita di competitività dell’industria automobilistica europea,” ha aggiunto.

L’ottimismo di de Meo

Nonostante le difficoltà, de Meo rimane ottimista: “Ci troviamo in un momento critico per l’industria europea, ma penso che abbiamo gli strumenti per riprendere il controllo.” La sua proposta è chiara: investire nella produzione di piccole auto elettriche che siano competitive in termini di costo e accessibili a un’ampia fascia di consumatori. Questo approccio non solo risponderebbe alle esigenze di sostenibilità, ma renderebbe anche il mercato automobilistico più inclusivo. Contrastando, così, l’aumento dei prezzi e favorendo l’accesso alla mobilità elettrica.

Una visione per il futuro?

Esatto perché la “battaglia” di Luca de Meo per le piccole auto elettriche non è solo una questione industriale. Si tratta, infatti, di una visione strategica per il futuro della mobilità europea. Promuovere veicoli compatti, leggeri ed elettrici significa ridurre l’impatto ambientale. Ma non solo, anche rispondere alle esigenze delle città sempre più congestionate e contrastare la delocalizzazione, mantenendo posti di lavoro e competenze in Europa. Per riuscirci, però, sarà necessario un ripensamento delle regolamentazioni e un sostegno concreto all’innovazione e alla produzione locale.

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