Autovelox non omologati: arriva il decreto “salva multe”
- May 08, 2026
- gpapa
Il silenzio di Bruxelles dà il via libera alla sanatoria per i 15 modelli di autovelox. Così, il nuovo decreto omologazione punta a mettere al sicuro le multe contro l’ondata di ricorsi.
Autovelox omologato o approvato, una differenza sostanziale
La vicenda nasce dalla contestazione di una multa da parte di un automobilista che, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, è arrivato fino in Cassazione. Qui la difesa ha cambiato strategia: non contesta più la velocità, ma il dispositivo utilizzato.
L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce infatti che, per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature formalmente omologate. L’autovelox in questione era solo “approvato”, una procedura meno stringente rispetto all’omologazione richiesta dalla legge.
Il problema nasce da una falla normativa durata decenni. In Italia, il decreto tecnico necessario per definire le procedure di omologazione degli autovelox non è mai stato emanato.
Così, con l’ordinanza n.10505 del 18 aprile 2024, la Cassazione ha stabilito che le multe per eccesso di velocità sono nulle se rilevate con autovelox non omologati, anche se “approvati” dal Ministero.
L’ondata di ricorsi
Dopo la pubblicazione dell’ordinanza, sempre più automobilisti si rendono conto che non si parla solo di multe nuove, ma di un problema che riguarda gli autovelox usati da anni.
Inizia una vera e propria ondata di ricorsi. Migliaia di automobilisti impugnano i verbali, chiedendo ai Comuni di provare l’effettiva omologazione degli apparecchi, portando all’annullamento della sanzione.
La situazione è diventata presto insostenibile, tanto che molti Comuni, temendo perdite economiche rilevanti, scelgono persino di spegnere i dispositivi.
Il decreto omologazione autovelox
Si pone quindi la necessità di ottenere chiarezza normativa. Per questo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene emanando un decreto. L’obiettivo è duplice: chiudere la falla normativa e fermare il contenzioso.
Il nodo centrale del decreto è l’introduzione di una sanatoria che omologa d’ufficio 15 modelli di autovelox già approvati in base al decreto del 2017.
Per i dispositivi più datati, è prevista invece una procedura semplificata. I produttori potranno ottenere l’omologazione integrando la documentazione esistente su test e tarature. Il Ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.
Cosa accade oggi
Il decreto è stato notificato all’Unione Europea tramite la procedura TRIS a febbraio 2026. Il 4 maggio 2026 si è conclusa senza obiezioni la consultazione europea sul decreto. In assenza di pareri contrari della Commissione Ue e degli altri Stati membri, il decreto potrà essere formalmente adottato.
Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox, fatta eccezione per i procedimenti già avviati. Questi restano valutabili secondo le regole in vigore al momento dell’infrazione.
Nonostante le polemiche restino accese, molti addetti ai lavori danno per imminente l’entrata in vigore delle nuove norme. L’obiettivo è arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro normativo più chiaro e meno esposto ai ricorsi.
