Fondazione Eni Enrico Mattei, l’Europa di fronte a un bivio
- January 07, 2026
- gpapa
L’Europa si trova di fronte a un bivio sulle scelte industriali e normative per la filiera dell’automotive. È questo il senso di un articolo ‘Revisione o avvitamento per la decarbonizzazione dell’automobile’ della Fondazione Eni Enrico Mattei. L’articolo è dedicato alla possibile revisione anticipata del Regolamento Ue sullo stop alle immatricolazioni di auto a combustione interna dal 2035.
Immatricolazioni: un divario tra ambizioni e realtà
«La decarbonizzazione dell’automobile europea si trova a un bivio» è la riflessione. «Revisione pragmatica degli obiettivi o irrigidimento normativo, con il rischio di indebolire industria e competitività. La revisione del bando era originariamente prevista per il 2026 ma le pressioni industriali, il rallentamento del mercato delle auto elettriche, e i mutati equilibri politici in Europa hanno riaperto il confronto. Germania e Italia, insieme ad altri Stati membri con una importante industria automobilistica, chiedono maggiore flessibilità per conciliare obiettivi ambientali e realtà produttiva».
«La domanda di autoveicoli elettrici cresce più lentamente di quanto fosse stato previsto» viene spiegato. «La produzione europea di batterie fatica a decollare. Le infrastrutture di ricarica restano insufficienti. La concorrenza dei produttori extra-Ue, in particolare di quelli cinesi, è sempre più forte. Nel frattempo, il parco auto europeo continua a invecchiare e la riduzione delle emissioni di CO2 procede a un ritmo inferiore alle aspettative. I dati globali sulle immatricolazioni confermano un divario tra ambizioni e realtà. Nel 2024, anche nelle principali economie avanzate, la quota di auto elettriche resta minoritaria rispetto ai veicoli non elettrici. Nell’Ue a 27, su oltre 10 milioni di nuove auto, meno del 14% è completamente elettrico. Il restante mercato, invece, è ancora dominato da motorizzazioni tradizionali».
Fondazione Mattei: le strategie UE per la neutralità climatica sono efficaci?
Secondo la Fondazione Eni Enrico Mattei «anche prescindendo dalle implicazioni industriali non è possibile ignorare in alcun caso l’andamento del mercato né i bisogni e le preferenze dei consumatori. Intanto, si avvicinano le impegnative tappe verso il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Diventa quindi doveroso interrogarsi sull’efficacia della strategia scelta e imposta dall’Unione europea».
«In questi giorni si sta discutendo molto di politica industriale ma poco di politiche ambientali» rileva la Fondazione Mattei. «I dati non appaiono però incoraggianti. L’utilizzo dell’energia elettrica nel settore dei trasporti stradali è certamente in crescita, ma resta ancora ben inferiore all’1%. 25 anni sono un orizzonte decisamente troppo ravvicinato perché possa esserci una crescita maggiore di 80 o 90 volte. Dall’altro le autovetture nuove non stanno sostituendo quelle già in circolazione. Perché le emissioni si riducano, è necessario o che il saldo sia negativo. Oppure, che le nuove auto elettriche sostituiscano delle auto endotermiche in uso. Cosa che non sta avvenendo in Italia che, come numero di auto circolanti, è seconda solo alla Germania»
«Ai 224 milioni di autovetture circolanti nel 2015 in tutta l’Unione europea negli ultimi nove anni se ne sono aggiunti oltre 29 di auto alimentate con motore a scoppio e poco più di 6 milioni da soli motori elettrici» fa presente Antonio Sileo, direttore del Programma di ricerca Sustainable Mobility della Fondazione Eni Enrico Mattei. «Crediamo sia necessario un confronto per valutare l’efficacia delle politiche europee sulla decarbonizzazione dei trasporti stradali e per capire se l’Unione sia oggi più vicina a una revisione pragmatica della strategia o a un ulteriore avvitamento normativo».
