CarVertical: contachilometri truccati nell’usato importato
- December 29, 2025
- gpapa
Comprare un’auto usata proveniente dall’estero può costare molto caro. Lo rivela una nuova ricerca di carVertical, piattaforma leader nei report sullo storico dei veicoli. In Italia le vetture importate hanno una probabilità tre volte superiore di avere il contachilometri manomesso rispetto a quelle che hanno sempre circolato nel nostro Paese.
L’analisi, condotta su centinaia di migliaia di controlli effettuati dagli utenti italiani è impietosa. Tra settembre 2024 e agosto 2025, il 2,9% delle auto verificate presenta segni di alterazione del chilometraggio. La percentuale schizza al 6,3% per i modelli importati, contro appena il 2,1% di quelli nazionali.
Usato importato, in Italia il rischio è tre volte più alto
In pratica, chi sceglie un’auto dall’estero (soprattutto da Germania, Francia, Belgio o Paesi dell’Est) si espone a un rischio oltre tre volte maggiore di portarsi a casa un veicolo “ringiovanito” di decine o centinaia di migliaia di chilometri. «Quando un’auto attraversa la frontiera, la sua storia spesso si azzera», spiega Matas Buzelis, responsabile automotive di carVertical. «I dati su chilometraggio, revisioni e incidenti restano nel Paese di origine. Senza uno scambio automatico tra registri nazionali, è facilissimo per i truffatori fare il rollback del contachilometri e rivendere il veicolo come se avesse percorso molto meno».
Il fenomeno non è marginale. Circa un controllo su cinque effettuato in Italia su carVertical (il 20,6%) riguarda proprio veicoli importati. Il 35% degli acquirenti italiani è già stato fregato. Il timore è diffuso. Secondo lo stesso sondaggio carVertical, su oltre 10.000 automobilisti europei, il 75% teme di trovare difetti nascosti. Il 35% invece, ammette di essere già rimasto vittima di una truffa nell’acquisto di un’auto usata.
La sfiducia nei confronti dei venditori è ai massimi. Il 46,3% degli intervistati dichiara di non avere alcuna fiducia in chi vende auto di seconda mano.
Il consiglio di carVertical
L’83,2% degli europei intervistati ritiene che i dati storici dei veicoli (chilometraggio, incidenti, tagliandi) dovrebbero essere accessibili pubblicamente e gratuitamente a chiunque stia per acquistarne uno. Il 61,5% si dice favorevole alla creazione di un database unico europeo con condivisione dei dati non sensibili. Un ostacolo non da poco è che in alcuni Paesi il numero di telaio (VIN) è considerato dato personale e quindi protetto dalla privacy. Eppure, il 70% degli automobilisti non lo ritiene un’informazione sensibile e sarebbe disposto a renderlo pubblico per combattere le frodi.
«Finché non ci sarà un registro unico europeo o almeno uno scambio automatico di dati tra i Paesi, il mercato dell’usato rimarrà una giungla», conclude Buzelis. «E chi cerca l’affare comprando dall’estero rischia di pagare il prezzo più alto». Il consiglio degli esperti è uno solo: prima di firmare qualunque assegno, verificare sempre la storia del veicolo. Questo è possibile attraverso piattaforme indipendenti che aggregano dati da più fonti europee. Un piccolo costo che può evitare danni molto più grandi.
