Xpeng, arrivano robotaxi e maggiordomi robot
- November 20, 2025
- gpapa
Xpeng non vuole più essere “solo” il Tesla cinese. Vuole essere il Tesla cinese che fa anche i taxi senza guidatore e i maggiordomi robot. Durante l’AI Day tenuto nella sede di Guangzhou, la casa automobilistica ha sparato il colpo grosso. I primi robotaxi stradali senza volante né pedali arriveranno nel 2026, con tanto di flotta commerciale e integrazione diretta su Amap (l’app di navigazione di Alibaba usata da 700 milioni di cinesi).
Al via i test su strada nel 2026
I tre prototipi di robotaxi – ancora senza nome definitivo – montano i nuovi chip Turing sviluppati internamente: 3.000 trilioni di operazioni al secondo (3.000 TOPS). Un valore che surclassa persino l’Hardware 4 di Tesla e fa impallidire i 1.200 TOPS di Nvidia Drive Thor. Il cervello è un modello VLA (vision-language-action) che elabora contemporaneamente immagini, comandi vocali e contesto stradale. Traduzione? Il taxi capisce se gli dici “portami al ristorante più vicino con vista sul fiume” mentre schiva un monopattino che arriva contromano.
Grazie alla partnership con Alibaba, i robotaxi Xpeng compariranno direttamente su AutoNavi (Amap). Apri l’app, tocchi “robotaxi Xpeng” e in 3 minuti arriva un veicolo senza conducente. Per tranquillizzare i passeggeri, velocità e traiettoria verranno mostrate in tempo reale su display esterni montati sulle alette parasole. Una soluzione che sembra uscita da Minority Report ma è già omologata per le strade cinesi.
Solo 12 mesi fa il co-presidente Brian Gu diceva ai giornalisti: «I robotaxi non saranno un business significativo prima del 2030». Ieri ha corretto il tiro: «La tecnologia si è evoluta più velocemente del previsto. Siamo vicini al punto di svolta». I test su strada a Guangzhou partiranno nella prima metà del 2026, seguiti da Pechino, Shanghai e Shenzhen. Due linee di business: flotte commerciali per le piattaforme di mobilità urbana e auto 100% autonome per uso privato, pensate per famiglie che vogliono dormire mentre tornano a casa dopo la cena.
Xpeng sfida Tesla
Ma il vero show l’ha rubato Iron, il robot umanoide di seconda generazione. Altezza 1,72 m, tre chip Turing nel petto, batteria allo stato solido da 60 kWh (sì, come una Model 3), articolazioni con 48 gradi di libertà e possibilità di personalizzare viso, capelli e persino il tono della voce. Produzione di massa nel 2026, ma non per le fabbriche. «La manodopera cinese costa ancora troppo poco», ha scherzato il CEO He Xiaopeng. I primi impieghi? Accoglienza nei concessionari Xpeng, guida turistica negli showroom e – udite udite – vendita diretta delle auto. «Non so quanti Iron venderemo nei prossimi dieci anni», ha chiuso il fondatore, «ma saranno sicuramente più delle nostre auto».
Mentre Tesla arranca con il suo Cybercab in Texas (ancora con safety driver in alcune zone), Pony.ai testa già flotte senza supervisore a Pechino e Baidu Apollo Go ha superato i 7 milioni di corse autonome. Xpeng ha appena alzato la posta: non vuole solo vendere auto elettriche. Vuole vendere il futuro della mobilità e del lavoro, un robotaxi e un maggiordomo alla volta. E se He Xiaopeng ha ragione, tra dieci anni potremmo ricordare il 2026 non come l’anno dei robotaxi, ma come l’anno in cui i robot hanno iniziato a venderci le macchine. Da Guangzhou parte la sfida. Tesla è avvisata.
