Ferrari F76: l’hypercar digitale che fa già storia
- November 03, 2025
- gpapa
Non la vedrete mai su strada, non consumerà benzina, non emetterà CO₂. Eppure, la Ferrari F76 è già un pezzo di storia. È la prima hypercar 100% digitale del Cavallino. Un NFT esclusivo per i membri dell’Hyperclub, il programma VIP che segue da vicino le 499P campioni di Le Mans. Il nome è un tributo: 76 anni dal primo trionfo Ferrari alla 24 Ore, nel 1949, con la 166 MM di Chinetti-Selsdon. «Non è un esercizio di stile, è un manifesto del futuro», spiega Flavio Manzoni, capo del Centro Stile. La F76 nasce da algoritmi generativi, biomimetica e brevetti depositati: una doppia fusoliera, un’ala centrale che è il corpo stesso della vettura, flussi d’aria che si dividono davanti e si ricongiungono dietro. Niente compromessi fisici: qui la forma è la funzione.
F76: una condivisione totale dell’esperienza
Il design propone una doppia fusoliera: pilota e passeggero in due “cellule” separate, ruote allineate alle cabine. E poi c’è una specie di “canale centrale” che trasforma l’auto in un’unica ala, per avere un effetto suolo estremo. Le fiancate invece hanno tagli verticali ereditati dalla F80, ma estremizzati, mentre il diffusore posteriore è unico e l’ala superiore funziona come “architrave”. Sul frontale infine c’è una fascia sospesa, uno splitter aggressivo e fari estraibili, un chiaro richiamo agli anni ’80.
Il tutto è ottimizzato da algoritmi generativi. La struttura è cresciuta come un organismo, con geometrie complesse per raffreddamento e leggerezza. Risultato? Diversi brevetti già depositati. «Non è una due posti, è una condivisione totale dell’esperienza», dice Manzoni. Ogni cliente Hyperclub ha personalizzato la propria F76 in tre anni di “drop” digitali: colori, texture, dettagli. Un NFT unico, ma anche un pezzo di community.
I clienti come co-creatori
Lanciato per supportare le 499P a Le Mans (terzo successo consecutivo nel 2025), l’Hyperclub ha coinvolto i clienti nel design della F76. «Li abbiamo resi co-creatori», spiega Ferrari. Risultato: una community che vive la passione in digitale, ma con lo stesso battesimo di Maranello.
