Blog

Gli effetti della guerra nel settore automotive

  • June 13, 2022
  • admin
effetti-guerra-settore-automotive

Tante le ripercussioni del conflitto in Ucraina. Dai problemi logistic alla carenza e al rincaro dei materiali si aggiunge la necessità di garantire sempre la sicurezza dei veicoli

L’industria dell’auto, già alle prese con problemi alle filiere che si trascinano dall’inizio della pandemia, è tra quelle più esposte alle ripercussioni del conflitto in Ucraina. Ai problemi logistici, alla carenza e al rincaro dei materiali si aggiunge la necessità di garantire sempre la sicurezza dei veicoli; per questo, è importante affidarsi a un partner di testing esperto e all’avanguardia.

Le difficoltà del comparto Automotive riguardano tutti i settori. Sulla meccanica le imprese lamentano problemi su motoriduttori, motori elettrici, elettrovalvole e pneumatica, alcune tipologie di cuscinetti e ingranaggi di trasmissione e lamierati, sull’elettronica la penuria di componenti dai più semplici sensori ai più complessi microprocessori o memorie, circuiti integrati e moduli radio. Ai problemi logistici, alla carenza e al rincaro dei materiali si aggiunge la necessità di garantire sempre la sicurezza dei veicoli; per questo, è importante affidarsi a un partner di testing esperto e all’avanguardia, che possa supportare i produttori nelle fasi di sviluppo e immissioni sul mercato, garantendo reattività ed alta competenza in modo da limitare tempi e costi di validazione.

Secondo uno studio dell’agenzia Standard & Poor’s Global Mobility è prevista una riduzione di circa 5 milioni di unità sulla produzione globale del biennio 2022-2023. Le cause sono da ricercare, in primo luogo, nei problemi logistici e della catena di approvvigionamento che ha generato il conflitto, oltre alle carenze di alcuni componenti critici. In particolare, in Ucraina vengono prodotti i cablaggi, usati nei veicoli per l’energia elettrica e la comunicazione tra le parti: il paese ospita 17 stabilimenti dediti a queste produzioni ed è secondo solo a Romania e Marocco, oltre ad essere strategicamente coinvolta insieme alla Polonia nella rotta di sdoganamento e smistamento anche di materie prime e prodotti provenienti dalla Cina. D’altra parte, sul fronte opposto, ci sono gli stabilimenti situati in Russia alle prese con le conseguenze delle sanzioni e della difficoltà dei trasporti.

Di fronte a queste difficoltà, i produttori stanno dando la priorità alla produzione di vetture di fascia alta (in particolare quelle elettriche o ibride) che offrono maggiori margini di profitto, a sfavore della produzione delle utilitarie e, quindi, a danno delle fasce economicamente più deboli. Non a caso ci troviamo di fronte ad una crescita del mercato dell’usato, amplificando il fenomeno di una maggiore richiesta di pezzi di ricambio, a volte anche facenti parte di prodotti ormai in obsolescenza dai diversi player interessati, che si trovano quindi a dover eseguire velocemente un revamp di vecchi progetti con tutto ciò che ne consegue anche in termini di delta-test e omologazione after market.

Prossimo articolo >

Torna alle news >

Share