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Pneumatici Fuori Uso: aumenta la raccolta delle carcasse

  • November 16, 2021
  • mspaggiari
Pneumatici Fuori Uso

Si stima che ogni anno entrino illegalmente in Italia almeno 30/40.000 tonnellate di pneumatici. È in risposta a questo fenomeno che la Direzione Generale per l’Economia Circolare ha spinto il settore a incrementare le percentuali di raccolta dei Pneumatici Fuori Uso (PNF) fino ad un +20% entro fine anno. Si tratta di un impegno concreto, già attuato nel progetto “Cambio Pulito” che, partendo da Ecopneus, tra il 2015 e il 2019 ha coinvolto i principali soggetti nazionali responsabili della raccolta dei PFN, le associazioni di categoria dei gommisti e i produttori di pneumatici, con il coordinamento di Legambiente.

Un intervento concreto per diminuire il danno ambientale causato dai Pneumatici Fuori Uso

L’intervento del Dicastero punta a fronteggiare questa emergenza ambientale e ad alleggerire la situazione degli operatori, soprattutto in questo momento di cambio stagione, in cui si verifica un picco di sostituzione dei pneumatici. Le aree che riscontrano le criticità maggiori sono: Liguria, Lazio, Campania, Sardegna, Calabria e alcune aree di Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, in parte segnalate al Ministero proprio da Ecopneus.

Oltre a creare un danno erariale di circa 80 milioni di euro l’anno, questo “baco dell’illegalità” porta infatti delle conseguenze anche per gli operatori onesti, sia sul fronte della concorrenza sleale che altri operatori possono operare in virtù di costi di approvvigionamento più bassi, sia soprattutto per gli accumuli di PFU che giacciono presso le officine data l’impossibilità degli operatori della raccolta di prelevare tutti i PFU fisicamente presenti. I pneumatici introdotti illegalmente, infatti, oltre a non aver versato il contributo ambientale necessario a coprire i costi di raccolta, trasporto e riciclo (per un totale di circa 12 milioni di euro l’anno), alterano i conteggi complessivi su cui è basato l’intero sistema. Si tratta di pneumatici “fantasma”, indistinguibili da quelli acquistati legalmente, che non concorrono al calcolo di quanti PFU sono da raccogliere ma che sono comunque fisicamente presenti nelle officine.

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