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La Jaguar E-type e la sua incredibile presentazione di 60 anni fa

  • November 23, 2021
  • mspaggiari
Jaguar E-type

Fra i modelli di auto più iconici di sempre, non possiamo che offrire un posto d’onore alla Jaguar E-type, unica e spettacolare anche nella sua particolarissima presentazione del 1961. La sua storia viene ricostruita fin nei minimi dettagli nell’ultimo numero de La Manovella – rivista dell’Automotoclub Storico Italiano. Già, perché il debutto di questa vettura è il frutto di anni e anni di evoluzione stilistica e tecnica per lo più in ambito sportivo, in quanto, come per i cavalli, è più che mai valido il detto: la corsa migliora la razza.

La storia senza tempo dell’esordio della Jaguar E-type

La genesi dello sviluppo appare oggi, alla luce degli esiti del successo che conosciamo, incredibilmente affascinante. Nel marzo 1916, in una giornata di nebbia nella campagna di Coventry, a est di Birminghan, “dallo stabilimento Jaguar di Brown Lane esce lentamente un elegante prototipo di vettura coupé, color grigio canna di fucile metallizzato (“Opalescent Gunmetal”), di quella che sarebbe diventata una delle vetture più affascinanti che il mondo avesse mai conosciuto. Alla guida Bob Berry, direttore delle Pubbliche Relazione della Casa di Coventry. L’obiettivo è raggiungere Ginevra, in Svizzera, entro le 12.00 del giorno successivo. Bisogna arrivare a Dover entro mezzanotte per potersi imbarcare per Calais in tempo. La nebbia, la strada, che non è affatto comoda e sicura, e il dover tenere l’andatura più sostenuta possibile, rappresentano un rischio enorme. La mattina dopo, il tempo passa lentamente per Sir Williams Lyons, patron della Jaguar, intanto giunto a Ginevra in treno, il quale sa che l’auto ha ormai attraversato la Francia ma è comunque impaziente: sarebbe bastato il più piccolo inconveniente, come quelli che hanno causato la partenza in ritardo da Coventry, per determinare un vero e proprio disastro. Un folto gruppo di giornalisti della stampa specializzata, che si trovano a Ginevra per il celebre Salone, sono invitati per le ore 12.00 presso il Parc des Eaux Vives (il parco comunale della città), per una presentazione esclusiva in anteprima”.

Sembra un romanzo ma è solo la cronaca di fatti realmente accaduti. Continuiamo quindi nella lettura: “Sono le 11.40 del 15 marzo – sostiene la Manovella – quando la vettura arriva a Ginevra, presso la Concessionaria Jaguar di Marcel Fleury. Non c’era più tempo. Gli addetti le saltano addosso ancor prima che questa si fermi. Pulire in fretta. Lucidare. Verificare i livelli dei liquidi e rabboccare. L’auto, con la targa 9600 HP, si presenta al Parco Comunale di Ginevra alle 12.20, quando la suspence dei giornalisti è al massimo e la tensione di Williams Lyons ormai alle stelle. Bob Berry riferisce di aver rischiato la vita durante quel viaggio avendo spesso portato la vettura a sfiorare le 150 miglia orarie (240 Km/h), velocità, che sulle strade di allora (ma anche su quelle di oggi) sembrano impossibili. Alle ore 12.40 ecco arrivare un’altra sorpresa: il secondo modello, spider, con targa 77 RW, di colore rosso (“Carmen Red”)”. Nasce così la leggenda di una macchina unica, che portò Enzo Ferrari a definirla – addirittura – l’auto più bella del mondo.

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