Blog

Crollano sinistri, le assicurazioni fanno affari d’oro

  • September 01, 2020
  • admin

Il lockdown non fa sempre male al conto economico. Ne sono una prova i risultati di Unipol, che ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 617 milioni di euro, il 75% in più dell’analogo periodo del 2019, una volta depurato dagli effetti positivi ma puramente contabili – pari a 421 milioni di euro – del consolidamento di Bper.
A dare smalto ai conti del gruppo (i profitti di UnipolSai sono saliti del 32,7% a 560 milioni) ha contribuito il forte calo dei sinistri stradali e della richiesta di prestazioni sanitarie registrato mentre l’Italia era rintanata in casa a causa del lockdown. Così il calo dei premi, scesi del 16,4% a 6,1 miliardi, è stato ampiamente neutralizzato dal crollo del combined ratio (rapporto tra i costi generali e i risarcimenti dei sinistri da un lato e i premi incassati dall’altro), sceso dal 94,6% all’82,1%, con conseguente forte impulso alla redditività.
“Non stiamo osservando alcun tipo di segnale che ci induca a pensare a una ripresa o una crescita della frequenza dei sinistri”, ha detto il ceo Carlo Cimbri, sottolineando come la sinistrosità, tanto a giugno quanto a luglio, sia rimasta inferiore del 20% rispetto al 2019 e aspettandosi al massimo una normalizzazione sui livelli del “periodo precedente al lockdown”. Unipol ha deciso di compensare i propri clienti abbuonando un mese di rc auto, misura che vale 120 milioni di euro di mancati premi. I risultati del semestre e la solida situazione patrimoniale, riflessa da un combined ratio del 188%, fanno dire a Cimbri che il gruppo conseguirà “abbastanza agevolmente sia gli obiettivi del 2020 che del 2021”.

Share