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Così le fabbriche cambieranno volto con gli esoscheletri

  • January 13, 2020
  • admin

Arriva dall’Audi l’idea: testare la tecnologia per ridurre il carico sui muscoli e sulle articolazioni delle spalle dei tecnici con l’obiettivo di rendere il lavoro più semplice ed efficiente, ottimizzando la produzione.

Su ogni linea produttiva ci sono attività che prevedono di lavorare con le braccia tese sopra la testa, con i rischi che ne conseguono in termini di sforzo muscolare e articolare. Per questo Audi sta testando degli esoscheletri, ovvero delle strutture che i tecnici indossano e che supportano i loro movimenti, proteggendo muscoli e articolazioni, con l’obiettivo di migliorare l’ergonomia dei tecnici in tutti gli impianti.

Attualmente si stanno confrontando le prestazioni di due esoscheletri differenti, entrambi progettati specificamente per supportare i movimenti che portano ad assumere una postura con le braccia sopra la testa. 60 collaboratori dei reparti assemblaggio, verniciatura e macchine utensili dello stabilimento di Ingolstadt utilizzeranno gli esoscheletri per alcune settimane, mettendone alla prova le qualità.

In una linea di montaggio, in particolare, è inevitabile lavorare alzando le braccia e, in questi casi, gli esoscheletri sono l’unica soluzione possibile per dare un supporto significativo. Come detto, Audi sta conducendo test approfonditi su due prodotti diversi – il Paexo di Ottobock e lo Skelex 360 di Skelex – tra cui scegliere il migliore in base ai feedback ricevuti.

“I nostri collaboratori sono la risorsa più importante. Vogliamo migliorare la loro salute e le condizioni di lavoro, riducendo costantemente i carichi a cui sono sottoposti” spiega Peter Kössler, Membro del Consiglio di Amministrazione Audi e Responsabile per Produzione e Logistica.

Ci sono molte domande sugli esoscheletri, a cui rispondere attraverso la sperimentazione: la libertà di movimento è limitata? I materiali mantengono le loro proprietà anche dopo un utilizzo prolungato? Quanto supporto offrono realmente ai tecnici nello svolgimento dei loro compiti?

Dati concreti arriveranno attraverso le prove svolte direttamente sul campo, che prevedono attività statiche e dinamiche: installare l’impianto frenante, assemblare i pannelli del sottoscocca e avvitarli al telaio, montare le guarnizioni e la protezione anti-corrosione, per esempio. Entrambi gli esoscheletri utilizzati dai tecnici Audi si indossano come uno zaino e si assicurano al corpo con una cintura stretta intorno al bacino. Il supporto nei movimenti sopra la testa è garantito da due gomitiere speciali che assorbono buona parte del carico che grava sulle braccia, scaricandolo sul bacino attraverso la struttura di sostegno: in questo modo le spalle vengono alleggerite attraverso un processo puramente meccanico.

Gli esoscheletri non sono una novità per Audi, che li ha già sperimentati in passato utilizzando diverse tecnologie in alcuni progetti pilota. Uno di questi ha visto l’impiego di una struttura ideata dall’azienda Laevo che riduce il carico sulla schiena quando si solleva o si sposta un oggetto pesante. I primi test sono stati effettuati nei reparti logistica, presse e assemblaggio, con risultati incoraggianti.

Non c’è da sorprendersi se gli esperti di ergonomia Audi vedono un grande potenziale nell’utilizzo degli esoscheletri: “Il nostro primo obiettivo è mettere i nostri collaboratori nelle migliori condizioni per lavorare, diminuendone la fatica” conclude Ralph Hensel, esperto Audi in questo campo. L’intento è quello di estendere l’uso degli esoscheletri a tutti gli stabilimenti del Brand. Fonte: Volkswagen AG

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