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Il 76% degli italiani cambierebbe il test per la patente

  • December 05, 2019
  • admin

Nuova ricerca di ECU Testing per scoprire quanto sono esperti i conducenti in Italia su argomenti di manutenzione automobilistica, sicurezza stradale, leggi ed esami di guida. In media, guardando ai primi 10 controlli di manutenzione di base delle auto, più di 1 italiano su 10 non ha mai effettuato attivamente, lavori di routine sulla propria auto.
Guardando le statistiche, gli italiani hanno ammesso di non aver mai apportato lavori di manutenzione alle seguenti parti dell’auto: sostituzione del liquido di raffreddamento, il 19% degli intervistati non lo ha mai cambiato personalmente, cambio di una gomma (17%), cambio dei filtri dell’aria (15%), controllo della salute della batteria (15%) e infine il cambio dell’olio (14%).
Non sorprende quindi che gli italiani non si sentano così sicuri delle loro capacità nel cambiare piccole cose come l’olio (49%), i filtri dell’aria (53%) e il liquido di raffreddamento (54%).
Quasi 1 italiano su 3, inoltre, non si sente sicuro della propria capacità di controllare i battistrada dei pneumatici, il che comporta un grave rischio per la sicurezza in caso di usura o danneggiamento delle gomme.
Tuttavia, nonostante la poca esperienza degli italiani al riguardo, sembra che l’ego la faccia da padrone. È stato chiesto quanto sicuri si sentissero di poter compiere tali lavoretti da soli e i risultati sono stati ben più alti dei precedenti. Le tre opere di manutenzione in cui gli italiani si sentono più sicuri sono il controllare le luci (81%), rabboccare il liquido dei tergicristalli (80%) e controllare la pressione delle gomme (74%). Per quanto riguarda invece i lavori in cui gli italiani si sentono meno portati vediamo al 51% il cambio dell’olio, al 46% il cambio dei filtri dell’aria e per il 45% il rabboccare il refrigerante.
A questo punto è stato chiesto quanto sicuri si sentissero i nostri connazionali in diverse situazioni di guida. Alla fine dei conti una poca conoscenza della manutenzione base dell’auto non significa per forza una bassa autostima quando si deve effettivamente guidare.
I risultati sono stati ben più alti, con la maggior parte delle persone che hanno dichiarato di sentirsi estremamente sicure nelle più svariate situazioni. Il 93% non ha nessun problema a guidare in autostrada, di notte (92%), con traffico intenso (90%) o in situazioni meteo avverse (80%). Un po’ meno sicuri si sentono i nostri guidatori all’estero, con un 66% che dichiara che non avrebbe problemi.
Ogni 2 anni le macchine italiane devono fare una revisione, per assicurarsi che siano ancora in perfette condizioni e che non pongano un pericolo alla sicurezza individuale e pubblica. Ma quello che ci ha colpiti nell’ultimo anno sono stati i cambiamenti alle norme sulla revisione.
Da marzo 2019 infatti i dati della revisione saranno pubblici e di libero accesso ai cittadini. Questi includono esito della revisione, chiaro chilometraggio al momento dei test e dati della macchina. In questo modo ad esempio chiunque volesse acquistare di seconda mano potrebbe controllare come è stato l’andamento delle varie revisioni di quella macchina e controllare che i chilometri combacino con quelli dichiarati sul portale governativo.
“Abbiamo chiesto ai partecipanti del nostro studio – spiegano i ricercatori – cosa ne pensassero di tali cambiamenti e ben 3 italiani su 5 non aveva la più pallida idea che questi esistessero. L’84% ha comunque dichiarato di considerare tali nuove norme come positive. Il 73% infatti pensa che queste nuove regole siano positive perché rendono i dati sulle auto chiari e il 40% pensa che il maggiore controllo sulle auto non sia altro che un bonus. Un altissimo 70% ha ammesso che queste nuove regole aiuteranno a mantenere un mercato di seconda mano più giusto e equo.
Tuttavia non è mancato chi ha storto il naso. Il 54% degli intervistati ha visto le nuove regole come negative, crede che i dati di un’auto non dovrebbero essere resi pubblici e che questo sia semplicemente un surplus di controllo da parte del governo (41%). Un preoccupante 38% ha ammesso di non gradire le nuove regole proprio perché renderà più difficile disfarsi di una macchina vecchia”.

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