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Report ‘Automotive Disruption Radar’ di Roland Berger, auto elettriche e car sharing, Cina al comando

  • November 13, 2018
  • admin


Nuova classifica stilata da Roland Berger nel report ‘Automotive Disruption Radar’ sulla mobilità condivisa e la guida autonoma giunto alla quarta edizione. In totale sono 14 i Paesi presi in esame dagli analisti della società di consulenza strategica di origine tedesca su un totale di 26 indicatori industriali suddivisi in cinque categorie: interesse del consumatore, regolamentazione, infrastruttura, tecnologia e attività industriale.
L’Italia in questa classifica finisce nelle retrovie: infrastrutture inadeguate e quadro normativo arretrato sono i principali ostacoli allo sviluppo di car sharing, auto elettriche e a guida autonoma. In pole position nella graduatoria c’è la Cina, che supera Singapore.
Nell’indagine sono stati coinvolti 13 mila consumatori provenienti da Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Stati Uniti e Svezia.
L’Italia resta nelle retrovie – conservando il penultimo posto come nella terza edizione -, ma migliora l’interesse degli intervistati per l’acquisto di auto elettriche.
A pesare è lo stato delle infrastrutture, insufficiente e spesso arretrate. Sul fronte electric vehicles, ha la peggiore infrastruttura pubblica di tutta Europa come emerge dai numeri: ci sono 0,4 stazioni di ricarica ogni 100 chilometri, a conti fatti neppure una ogni 200 chilometri di strade. Per fare un confronto, in Germania la media è 4,5 stazione ogni 100 chilometri e dunque oltre 10 volte il risultato italiano. In Francia la quota è 2,3. Altra pecca che emerge dal report: il quadro normativo ancora non in linea con la rivoluzione tecnologica in atto, pur con un importante passo segnato dal decreto Smart Road varato nel corso del 2018 che consente l’effettuazione di test per la circolazione delle auto a guida autonoma.
Delle 700.000 vetture elettriche vendute a livello mondo, più della metà sono state piazzate sul mercato cinese. Il 65% degli intervistati cinesi pensa che la sua prossima macchina sarà elettrica. In Europa tale desiderio è espresso dal 30% del campione, sale al 40% per gli italiani. La Cina ha dimostrato grande interesse verso i veicoli self-driving e ha stilato linee guida standardizzate per la sperimentazione. Il quadro normativo è il più aperto e duttile rispetto a quello degli altri Paesi osservati e ha permesso ad alcune aziende di attivare trial sperimentali su veicoli autonomi nelle città di Pechino e Shanghai. Tra le altre nazioni sono il Regno Unito è riuscito a far approvare una specifica legge al riguardo.

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