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“Patente progressiva”, così si potrebbero salvare molti giovani sulle strade

  • July 04, 2018
  • admin

La patente è un traguardo atteso da molti giovani e conseguirla è una tappa importante per la loro autonomia. Purtroppo però i dati sugli incidenti rilevano come fascia critica quella dai 15 ai 25 anni, età media della prima esperienza diretta sulla strada. Per questo motivo in diversi Paesi europei viene adottato il modello della formazione progressiva che accompagna il neopatentato nei primi anni di guida, verificando abilità e compatibilità con le norme prima di confermare l’acquisizione della patente.

Nei 28 Paesi dell’Unione Europea, mentre per la fascia dai 40 anni in su le cause principali di morte sono malattie respiratorie o cardiache, tra i 15 e i 29 anni la morte avviene per ’cause esterne’.
La principale di queste ’cause esterne”, secondo l’ETSC (European Transport Safety Council), è dovuta agli incidenti stradali, in particolare per i giovani tra i 15 e i 25 anni.
I dati vengono confermati anche per il nostro paese, dalle ultime rilevazioni statistiche: considerando l’età 15-24 anni nel 2016 ci sono stati 418 morti e 45.924 feriti, più del numero degli abitanti dell’intera città di Macerata. I ventenni tra i 20 e i 24 anni sono risultati particolarmente a rischio: sono la fascia con il maggior numero assoluto di morti (260 in un anno) e di feriti (27.004).
Tra i fattori di una così alta probabilità ci sono una particolare percezione del rischio in questa fascia d’età, unita alla scarsa esperienza e alle distrazioni come l’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida.

Per patente progressiva si intende un percorso formativo che prevede l’ottenimento della patente per gradi, in seguito a diversi esami, periodi di pratica sulla strada e momenti di monitoraggio della condotta tenuta. Questo tipo di formazione prevede un incentivo alla pratica ma anche tutta una serie di supporti educativi, anche di tipo psicologico, per fare prevenzione.

In diversi paesi europei esistono già formule innovative di training alla guida. In Norvegia, ad esempio, da quando è stato introdotto un sistema di educazione specifico il numero dei morti per incidente stradale tra i 16 e i 24 anni è calato del 73%, passando da 49 nel 2010 a 13 nel 2017. Qui, come in Austria, Islanda, Svizzera e Lituania, esiste la cosiddetta patente di secondo livello, mentre paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda hanno introdotto la  patente graduale (GDL).

Una serie di 34 studi condotti tra gli Stati Uniti e il Canada ha messo in luce come grazie all’introduzione della patente graduale gli incidenti che hanno coinvolto gli utenti di 16 anni d’età siano diminuiti del 36%. Uno studio in Australia ha evidenziato una riduzione del 31% di incidenti gravi e mortali tra i 18-20enni nel loro primo anno di guida.

In Italia la patente progressiva, se presa in considerazione a livello legislativo, potrebbe contribuire a ridurre sensibilmente i numeri ancora troppo alti di incidenti che coinvolgono i giovani.

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