Parcometro rotto? La sosta si paga comunque
- April 24, 2026
- gpapa
Il parcometro rotto non rappresenta un “via libera” per non pagare la sosta sulle strisce blu. Lo dice la Corte di Cassazione: per evitare una sanzione serve la prova di un’impossibilità totale di pagamento.
Il guasto tecnico del parcometro non è una giustificazione
Trovare il parcometro fuori servizio non basta per poter lasciare l’auto sulle strisce blu senza pagare il parcheggio. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza 3273/2026. Il guasto tecnico del parcometro non può rappresentare una giustificazione automatica per l’automobilista.
Se il lettore di carte di credito o bancomat è rotto, bisogna comunque tentare il pagamento con i contanti. Inoltre, non avere monete in tasca, di per sé, non costituisce causa di esonero.
Infatti, secondo i giudici chi decide di occupare uno parcheggio a pagamento deve assicurarsi preventivamente di avere con sé tutti i mezzi necessari per saldare il dovuto: monete, carte o app per smartphone. Se invece è l’intera colonnina a essere spenta, il conducente ha il dovere di cercare un altro parcometro nelle vicinanze che sia funzionante.
Il caso fortuito
Nel caso in cui la multa arrivi, la battaglia si sposta in tribunale. In un eventuale ricorso davanti al Giudice di Pace, i ruoli sono ben definiti. Al Comune basterà provare che l’auto era effettivamente lì e che la segnaletica era corretta. Mentre il cittadino dovrà portare prove concrete per annullare la sanzione.
L’automobilista che non paga deve quindi dimostrare di aver fatto tutto il possibile per mettersi in regola, poiché la semplice buona fede, senza una diligenza rigorosa, non impedisce al vigile di staccare il verbale.
Per vincere serve dimostrare un vero “caso fortuito”, ovvero un evento imprevedibile, per esempio documentando che tutti i parcometri della zona fossero fuori uso. Senza queste prove, per la cassazione, la sanzione amministrativa viene considerata legittima.
Cosa puoi fare per difenderti
Per contestare una multa di questo tipo, è possibile appellarsi alla scarsità dei parcheggi gratuiti nelle vicinanze. Il Codice della Strada, infatti, impone ai Comuni di mantenere una giusta proporzione tra strisce blu a pagamento e strisce bianche gratuite. Se l’automobilista solleva questa eccezione, tocca all’amministrazione dimostrare di aver previsto aree di sosta libera.
Tuttavia, questa regola ha delle eccezioni. Nelle ZTL, nelle aree pedonali e nei centri storici di pregio, il Comune può decidere di installare solo parcheggi a pagamento. Questo elimina di fatto questa via di fuga per chi ha ricevuto il verbale.
Un’altra strategia per difendersi dal verbale è raccogliere prove visive sul momento, come fotografie nitide che mostrano la segnaletica non visibile o il display del parcometro che indica lo stato di fuori servizio. Senza una documentazione tecnica o fotografica, la versione dell’automobilista non basta a smentire il verbale presumibilmente veritiero del vigile.
